Come prima cosa, voglio dire che NON sono a favore dell’aborto come atto superficiale; nel senso che sono a favore di chi prende questa importante decisione per motivi che possono essere, ad esempio, violenza subita o a causa di malformazioni genetiche del feto che potrebbero causare sofferenza in futuro o rischi per la madre (al fine di portare a termine la gravidanza).
Questo non vuol dire che la corte suprema americana debba decidere per miglioni di donne in tutta America che si trovano in situazioni in cui devono prendere questa importante decisione; non sono loro ad essere i proprietari del corpo di una donna ed ognuna di noi ( si perché sono donna anche io e mi sento molto vicina a questo tema) ha il diritto di decidere per il bene suo e del proprio bambino. Attuando questa abolizione, ci saranno tante donne o ragazze che si vedranno costrette ad andare ad abortire in luoghi non sicuri, sconosciuti o da “perfetti macellai” che si approfitteranno della parcella per svolgere un operazione con il rischio di causare ulteriori problemi all’utero delle donne. ( I film sono spesso realtà e se ci pensate bene, al famoso Dirty Dancing, la ballerina piuttosto che andare in ospedale, era andato da un “ciarlatano” che l’ha messa in grave pericolo di vita).
Un figlio è dono dell’amore tra due persone, è un dono di Dio ma spesso capita che non sia cercato oppure sia forzato a causa appunto di violenze o di maltrattamenti o semplicemente perché non voluto. Non vuol dire che bisogna abortire come andare a comprare il pane, non sarebbe morale ed etico; come in tutte le cose/scelte nella vita, bisogna fare attenzione, ponderarle e non prenderle alla leggera e non scherzarci sopra.
Riflettiamoci su questo tema e su come in pochissimi giorni una ventina di stati in America abbiano già tolto la possibilità di abortire…